Scopre che l'80% dei profughi "bambini" in realtà è maggiorenne: funzionario licenziato e messo a tacere

Scopre che l’80% dei profughi “bambini” in realtà è maggiorenne: funzionario licenziato e messo a tacere

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SCOPRE CHE L’80 DEI PROFUGHI BAMBINI È MAGGIORENNE: FUNZIONARIO LICENZIATO

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Ha scoperto qualcosa che non doveva scoprire. Il business non perdona. Neanche in Svezia. Soprattutto in Svezia.

Un dentista svedese, Bernt Herlitz, è stato dapprima licenziato e poi pesantemente multato per aver rivelato alle autorità che dopo aver controllato i molari di centinaia di immigrati sedicenti minorenni, l’80% di loro erano in realtà adulti.

“Le dichiarazioni del dentista risalgono al 2016, ma solo nei giorni scorsi si è risolto il provvedimento a suo carico, che ha confermato il licenziamento e gli ha elevato una sanzione pari a oltre 50mila dollari.

In quello stesso anno, nel mese di giugno, due immigrati erano stati arrestati con l’accusa di aver violentato alcuni mesi prima un un bambino di dodici anni in un centro residenziale per immigrati non accompagnati. I due hanno dichiarato di avere 15 anni ma, dall’analisi dei loro social media era emerso che erano nati nel 1997 e nel 1971. L’arresto è stata l’occasione per il dentista di confidare a un funzionario dell’immigrazione quanto aveva scoperto visitando i tanti richiedenti asilo che si spacciavano per minorenni. Il funzionario gli ha detto di sporgere denuncia, lui si è fidato e ha perso il posto. Aveva anche aggiunto che questa era una frode e che i finti minori andavano denunciati.

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Apriti cielo. Il suo capo lo ha subito licenziato, dopo dieci anni di onorata carriera presso il servizio sanitario pubblico svedese, con l’accusa di aver violato il segreto medico e Herlitz è caduto in disgrazia. Ha perso tutto, casa compresa, e avendo già passato i 50 anni da un bel po’ per lui è stato impossibile trovare una nuova collocazione professionale. Ha citato in giudizio i suoi capi, ma la Regione di Gotland, dove prestava servizio, si è costituita parte civile e ha fatto appello al più alto tribunale del lavoro di Stoccolma, ingaggiando uno degli avvocati di spicco della Svezia. Il risultato è che il dentista, oltre al lavoro, ha perso la sua causa e nei giorni scorsi il tribunale lo ha condannato a pagare una multa di 475mila corone, pari a 54 mila dollari.”

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